La Pizzica de core

Mi avete chiesto in molti di parlarvi delle località che ho scoperto grazie ai miei viaggi singoli e di gruppo nei quali mi sono specializzata per offrire ai viaggiatori qualcosa in più.

Mi appassiona conoscere la storia, approfondire le abitudini locali e, cosa più importante, frequentare i luoghi più volte e, perchè no, con occhio critico.

Quale migliore occasione, trovandomi in Puglia ed esattamente nel Salento, per farvi conoscere questa regione che come tante altre non può che stupirvi per la sua bellezza, accoglienza e cultura?

Parliamo della PIZZICA SALENTINA.

Il Salento è conosciuto nel mondo non solo per la bellezza dei suoi luoghi e la ricchezza dei suoi monumenti ma anche per il fascino delle sue tradizioni popolari.

Pizzica e Taranta rimangono l’orgoglio della gente che vive in questi luoghi e che in modo naturale e spontaneo mantiene anche la propria identità locale.

Le pizziche sono diventate un motivo per ritrovarsi tutti insieme – giovani, anziani e bambini – per le strade, nelle piazze o sulle spiagge, riscoprendo i rapporti sociali.

La pizzica esprime sentimenti universali di libertà e rispetto per le diversità culturali e umane e va contro qualsiasi forma di oppressione e riconferma i concetti fondamentali di pace e solidarietà.

La mia preferita è la PIZZICA DE CORE.

Rappresenta l’erotismo e la passione che accompagna da sempre il rito universale del corteggiamento tra un uomo e una donna.
È un ballo antico, risalente a prima del 1800.

La “pizzica de core” è una danza di corteggiamento molto particolare in cui i due danzatori ballano senza mai toccarsi, in un continuo avvicinarsi e allontanarsi dei corpi dove l’unico contatto è quello dello sguardo.

Provocatorio e invitante quello di lei, desideroso di conquista quello di lui.

È la donna infatti a farsi corteggiare e a invitare il compagno ad avvicinarsi, ma nel momento in cui l’approccio si fa più vicino eccola che se ne allontana, come era buona norma nella società contadina di un tempo. Se il compagno non è più gradito, eccola allora che invita qualcun altro a ballare.

La donna agita nell’aria un fazzoletto di colore rosso, simbolo della passione, che darà solo al prescelto finale. Il punto di forza è racchiuso tra il gioco di sguardi provocatori.

Per me è una delle danze più belle della tradizione culturale salentina, dove non esistono schemi preconfezionati: continue rivisitazioni del ballo mettono alla luce la spontaneità e abilità dei ballerini.

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